Origini del Massaggio Thailandese

La leggenda dice che il fondatore del massaggio e della medicina thailandese fosse Shivago Komarpaj, che nel canone buddhista Pāli è identificato come il medico del Buddha più di 2500 anni fa. È ricordato in svariati documenti antichi per le sue straordinarie abilità mediche, la sua conoscenza della fitoterapia e per aver curato persone importanti del suo tempo, incluso lo stesso Buddha.

In effetti, la storia del massaggio thailandese è più complessa di quanto non suggerisca questa leggenda. Infatti il massaggio thailandese, come la medicina tradizionale thailandese in generale, è una combinazione di influenze provenienti da sfere culturali indiane, cinesi e del sud-est asiatico. L’arte del massaggio che viene praticata oggi è il prodotto di varie tradizioni di guarigione provenienti da tutto l’antico Regno del Siam. Ma ancora oggi vi è una considerevole variazione nella pratica, da regione a regione, in tutta la Thailandia e nessuna singola tecnica è universalmente accettata come “matrice” tra i vari guaritori thailandesi.

Il massaggio Thai è’ diverso da ciò che la maggior parte delle persone in Occidente considera “massaggio” perché viene praticato su un comodo tappetino sul pavimento. Sia il ricevente che il professionista indossano abiti larghi. Il corpo viene compresso, tirato, allungato e fatto oscillare per eliminare i blocchi di energia e alleviare la tensione. L’operatore utilizza pollici, palmi, avambracci, gomiti, ginocchia e piedi per sciogliere articolazioni, allungare muscoli e tendini, tonificare gli organi interni ed equilibrare l’energia. Le sessioni di solito durano tra i 90 e i 180 minuti e possono essere rilassanti, energizzanti o terapeutiche.

Principi del Massaggio Thailandese

Qui di seguito i principi chiave del massaggio Thai:

aiuta a rilassare e a nutrire lo spirito, guadagnando chiarezza mentale ed autocontrollo;

stimola la concentrazione e la creatività;

– insegna ad avere un atteggiamento positivo verso la guarigione attraverso un trattamento completo per rilassare, energizzare e allineare tutti i sistemi corporei;

– insegna a godere della digitopressione profonda e dello stretching, con benefici simili a quelli di un massaggio sportivo o profondo;

– stimola la ricerca della crescita personale, spirituale ed emotiva, abbracciando il cambiamento positivo, la felicità e la prosperità;

– incentiva l’interesse ad ampliare la comprensione del proprio campo energetico e a prendere coscienza di eventuali problematiche cronicizzate nel tempo riferite ad esempio a postura, respiro, stress;

– insegna a creare intorno a sé un ambiente positivo e sicuro finalizzato alla guarigione di corpo, mente e spirito.

 

Il massaggio Thailandese indica l’insieme di quei trattamenti il cui lavoro è eseguito lungo precise linee energetiche, dette “Sen”, con la finalità di bilanciare e riequilibrare tutto l’organismo.

Infatti questa tecnica non può essere vista come un mero lavoro di manipolazione ed impastamento della struttura muscolare, ma come un attento e preciso lavoro sull’intero sistema energetico.

Le sen e l’energia

Nell’uomo, l’energia scorre lungo una fitta rete di canali costituiti da milioni di filamenti di acqua ionizzata. Il corretto funzionamento di queste funzioni permette a tutte le cellule di comunicare tra loro e di mantenere la propria capacità omeostatica.

L’omeostasi consente alle cellule di sopravvivere e di regolare parametri quali temperatura o energia. Pertanto, per il principio dell’equilibrio, ogni aumento di un valore dovrà essere compensato da una perdita di pari entità.

Il massaggio Thai contribuisce a ribilanciare e mantenere l’equilibrio del sistema.

Dieci sono le linee energetiche che la Medicina Tradizionale Thailandese ritiene fondamentali per bilanciare l’intero sistema e le chiama Sen. Oltre le principali 10 Sen, tutte le altre sono suddivise in tre diversi gruppi.

Ogni Sen corrisponde a diverse parti del corpo, come ossa, muscoli, sangue e nervi. Alcune Sen influenzano anche la mente e la coscienza. Queste sono chiamate “canali sottili”.

Benefici

Il massaggio Thailandese ha molti benefici per la salute, dall’abbassamento dello stress, all’alleviamento della tensione muscolare. Può persino aumentare l’energia.

Riduce lo stress

Lo stress non è necessariamente un male. Spesso può agire da motivatore positivo che potrebbe aiutare le persone a comportarsi meglio e realizzare di più nella propria vita personale e professionale.

Tuttavia, troppo stress può influire negativamente sulla salute mentale e fisica.. Lo stress cronico o di lunga durata può portare a gravi malattie, tra cui depressione e malattie cardiovascolari.

Il massaggio thailandese, attraverso la digitopressione, la palmopressione e lo stretching, riesce a rilassare tutto il corpo e anche la mente. Alcuni studiosi hanno infatti  scoperto che questa tecnica riduce significativamente i livelli di un marcatore di stress presente nella saliva, chiamato sAA, traendo la conclusione che il massaggio tailandese è più efficace nel ridurre lo stress nelle persone sane rispetto al semplice riposo.

Aumenta l’energia ed elimina tossine

La ricerca ha dimostrato che il massaggio thailandese può aumentare i livelli di energia fisica delle persone. Uno studio ha esaminato gli effetti del massaggio thailandese e svedese nelle persone che soffrivano di affaticamento cronico. I risultati hanno rivelato che il massaggio thailandese aumentava l’energia e la stimolazione mentale, mentre il massaggio svedese aumentava il rilassamento ed il sonno.

La teoria suggerisce che i muscoli tesi causano blocchi all’interno di diverse Sen. Questi blocchi riducono il flusso di energia vitale, che provoca rigidità, dolore, malattia e quindi accumulo di tossine. Il massaggio thailandese utilizza diverse tecniche che aprono o restringono diverse Sen per correggere il flusso di energia vitale, ripulendo e rigenerando l’intero organismo.

Allevia il mal di testa

Il massaggio Thai, agendo su canali energetici specifici, può alleviare e addirittura risolvere problemi cronici come l’emicrania, la cefalea di tipo tensivo e la cervicalgia.

Stimola la circolazione

Il massaggio thailandese può favorire la circolazione di sangue e linfa attraverso l’uso di delicate pressioni. Queste manovre aumentano la circolazione sanguigna, che riempie di ossigeno i tessuti del corpo. Questo aiuta a promuovere la crescita cellulare e la salute del cuore.

Uno studio ha esaminato i benefici del massaggio thailandese ai piedi nelle persone con neuropatia periferica , una complicanza comune del diabete, scoprendo che questo massaggio contribuisce a migliorare l’equilibrio generale delle persone.

Si è scoperto che ciò è dovuto al miglioramento della circolazione sanguigna, che a sua volta stimola il sistema somatosensoriale, un sistema che svolge un importantissimo ruolo nell’equilibrio generale della persona.

Migliora il movimento

Il massaggio thailandese prevede allungamenti simili allo yoga per ridurre lo stress e migliorare la circolazione. Lo stretching graduale e delicato migliora la flessibilità della persona nel tempo, consentendo una maggiore libertà di movimento.

Può anche stimolare la circolazione del fluido nelle articolazioni (liquido sinoviale), riducendone l’attrito e migliorandone la mobilità.

Massaggio Thailandese per gli atleti

Gli atleti sono inclini a stanchezza, dolori muscolari e articolari e lesioni durante l’allenamento. Ecco perché molti atleti lavorano con massaggiatori sportivi specializzati.

Il massaggio sportivo combina allungamenti assistiti e varie tecniche di massaggio per curare gli infortuni sportivi e migliorare la gamma di movimento dell’atleta. I professionisti usano spesso lo stretching assistito per trattare un’area specifica del corpo o un particolare gruppo muscolare.

Il massaggio thailandese, d’altra parte, allunga gradualmente tutto il corpo, permettendo alla persona di rilassarsi. Gli allungamenti dinamici che usano i praticanti di massaggio thailandesi possono offrire allungamenti più profondi e più rigeneranti rispetto ad alcune tecniche di stretching assistito del massaggio sportivo.

Il rilassamento combinato con gli effetti energizzanti e tonificanti del massaggio thailandese aiuta le persone a sentirsi mentalmente e fisicamente “restaurate”.

Inoltre come abbiamo già visto, il massaggio thailandese migliora anche la circolazione, che porta più ossigeno ai muscoli e ad altri tessuti. Ciò può prevenire lesioni e migliorare la capacità dell’atleta di riprendersi dopo un intenso allenamento.

Tecnica e manovre

Col passare del tempo, si sono delineati diversi stili che hanno mantenuto in comune gli stessi principi.

Tutte le tecniche hanno come scopo quello di far fluire l’energia al fine di sbloccare e riequilibrare il corpo sia sul piano fisico che mentale ed emozionale.

Lo Stile del Nord utilizza maggiormente manovre di stretching ed allungamenti e posizioni Yoga: fa riferimento principalmente alla città di Chiang Mai.

Lo Stile del Sud si concentra maggiormente sulle digito e palmo pressioni eseguite in modo più dinamico: fa riferimento principalmente alla città di Bangkok.

Con Lanna Style ci si riferisce a quelle tecniche che si rifanno ad antichissime tradizioni rurali: utilizzano piccoli attrezzi in legno, foglie, corna e denti di animali abbinati allo Stile del Nord. Lo stile Lanna fa riferimento principalmente alle provincie del Nord della Thailandia.

Come abbiamo già detto, si può effettuare a terra sul tipico futon Thai, ma anche su lettino o poltrona.

Il ricevente, a seconda del trattamento scelto, può vestire abiti comodi in cotone o essere coperto da morbidi asciugamani e lenzuolini.

Nei trattamenti a secco si alternano pressioni e stiramenti lungo le Sen; nei trattamenti con olio vengono impiegati scivolamenti profondi su tutto il corpo.

Curiosità

Un massaggiatore thai professionista sembra quasi un danzatore, a vederlo da fuori. I movimenti sono molto coreografici: gli allungamenti dei muscoli vengono fatti con manovre di presa di polso (il ricevente e il massaggiatore si afferrano reciprocamente i polsi) oppure della caviglia.

Controindicazioni

Il massaggio thai non va praticato in caso di ernia iatale, gravidanza, ipertensione arteriosa, disturbi cardiaci, fratture, gravi infiammazioni o ferite.

 

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