Cos’è il mal di Schiena?

Il dolore alla schiena è uno dei disturbi più diffusi tra la popolazione e può colpire a qualsiasi età per diversi motivi. È anche uno di quei sintomi che incide maggiormente sulla qualità della vita, poiché limita significativamente i movimenti che il nostro corpo compie nella quotidianità.

Questo disturbo può avere molteplici cause: può essere dovuto ad una postura errata, a sforzi eccessivi, ad uno stile di vita sedentario, a traumi muscolari o sovrappeso. Può essere causato anche da problemi strutturali come dischi vertebrali rotti o sporgenti, sciatica, artrite, curvatura anomala della colonna vertebrale, osteoporosi o problemi renali.

La patologia ha una particolare incidenza durante i mesi freddi della stagione invernale.

Il mal di schiena è spesso anche uno di quei dolori con il quale molti imparano a convivere in quanto, talvolta, può assumere una forma cronica o può essere un evento prolungato nel tempo.

La struttura della Schiena

La schiena è formata da innumerevoli muscoli (tra cio il gran dorsale, il trapezio, i romboidi, gli erettori della colonna ed il quadrato dei lombi) e da 33 vertebre che vengono classificate in 5 gruppi:

  • Collo (cervicale): 7 vertebre cervicali;
  • Schiena alta (toracica): 12 vertebre dorsali;
  • Schiena bassa (lombare): 5 vertebre lombari;
  • Osso sacro: 5 vertebre saldate;
  • Coccige: 4 vertebre saldate.

Per evitare l’attrito eccessivo tra le vertebre, queste ossa sono intervallate dai dischi cartilaginei (dischi intervertebrali): strutture fibro-elastiche che hanno il compito di attutire gli impatti e gli sfregamenti tra le vertebre.

I dischi intervertebrali sono formati da due parti:

  • Nucleo polposo: costituisce la parte centrale, grazie alla composizione ricca d’acqua e alla sua elasticità, permette di distribuire il carico di peso che grava sulla spina dorsale;
  • Anello fibroso: è la parte esterna, più resistente, che circonda il nucleo centrale, con funzioni protettive.

Dalle vertebre toraciche partono 24 ossa, denominate costole o coste, che si proiettano fin quasi alla zona anteriore del dorso, la cui funzione è quella di  proteggere le strutture interne della cavità toracica, tra cui gli organi vitali quali cuore e polmoni oltre ai vasi sanguigni, l’aorta, la vena cava superiore e la vena cava inferiore.

Dove si accusa maggiormente il mal di schiena

Una delle regioni della colonna vertebrale maggiormente soggette a dolori è l’area lombare (lordosi lombare), poiché su di essa insiste maggiormente il peso del corpo.

La lombalgia è una sintomatologia dolorosa che interessa la regione dorsale che va dal margine inferiore della cassa toracica alla piega glutea. Un male che colpisce circa il 40% degli adulti e può essere classificato, a seconda della durata, in:

  • Lombalgia acuta (durata inferiore alle 6 settimane)
  • Lombalgia sub-cronica (6-12 settimane)
  • Lombalgia cronica (più di 12 settimane)

Generalmente ci si riferisce alla lombalgia acuta anche come colpo della strega.

Una lombalgia cronica può portare anche a modificare la postura per evitare le posizioni dolorose aggravando, in questo modo, l’errata distribuzione di peso a carico della colonna vertebrale.

Un’altra area maggiormente colpita dai dolori è quella cervicale (ossia del collo).

La cervicalgia si manifesta con un dolore localizzato alla regione cervicale con possibile estensione al braccio per cui si parla spesso di cervico-brachialgia. Si tratta di un disturbo muscolo-scheletrico molto diffuso da cui ne sono affetti, almeno una volta nella loro vita, i due terzi della popolazione mondiale.

Si distinguono una forma acuta ed una forma cronica, che riconoscono cause e modalità patogenetiche diverse.

La cervicalgia di natura muscolare è la forma più comune, generalmente di tipo acuto, che può conseguire ad una protratta postura non corretta (per esempio stando per ore alla guida di un veicolo o davanti allo schermo del PC) oppure a seguito di una brusca flesso-estensione dei muscoli del collo (colpo di frusta).

La cervicalgia di natura vertebrale ha invece prevalentemente carattere cronico ed è quella che consegue alla cervicartrosi o spondilosi cervicale. Si tratta di una  patologia degenerativa del rachide cervicale.

Sintomi

Il sintomo principale del mal di schiena è il dolore, che può irradiarsi dalla testa sino ai glutei o alle gambe per gli arti inferiori e sino alle braccia e alle dita delle mani per gli arti superiori, a seconda dei nervi interessati.

Il dolore spesso scompare senza trattamento, ma se si verifica con determinati sintomi quali ad esempio la parestesia di un arto, la perdita di peso o l’incontinenza urinaria, si dove immediatamente consultare un medico per una più approfondita diagnosi.

Ma vediamo adesso due dei muscoli che maggiormente scatenano il mal di schiena: i  Romboidi.

I Romboidi

Se il mal di schiena è accusato tra le scapole e sotto alle spalle, allora molto probabilmente si è in presenza di contratture ai muscoli ROMBOIDI.

I Romboidi sono muscoli, come si può dedurre dal nome, di forma quadrilaterale che originano dai processi spinosi delle vertebre da C7 a T5 (7ma Cervicale a 5ta Toracica) e si attaccano inferiormente al bordo vertebrale della scapola. Uniscono quindi il rachide con il margine mediale della scapola.

Si dividono in un Romboide Minore in alto e un più grande Romboide Maggiore in basso.

La funzione primaria dei Romboidi è di addurre ovvero ruotare la scapola verso la colonna e di alzarla e di stabilizzarla in varie operazioni del braccio. Se questi muscoli restano contratti e i loro tendini infiammati allora si accusa dolore e disagio e la normale mobilità di tutta la schiena viene compromessa.

Trattamenti

Il mal di schiena di solito si risolve con riposo e rimedi domestici, ma a volte è necessario un trattamento massoterapico mirato. Qualche seduta da un buon massaggiatore può alleviare se non addirittura risolvere il problema.

Nel caso di contratture ai muscoli romboidi l’operatore osserverà bene la direzione delle fibre nella tavola anatomica, ciò per distinguere questi muscoli dal Trapezio sovrastante le cui fibre hanno direzione opposta o orizzontale.

Per il massaggio dei Romboidi, si può avere il paziente prono sul lettino, con la mano poggiata dietro la schiena nella zona lombare in modo da abdurre la Scapola, quindi si esaminerà il muscolo con frizione delle dita per individuare i fasci di fibre contratte, e i Punti Trigger, che verranno massaggiati con le dita rafforzate, i pollici rafforzati, le nocche o il gomito.

Il massaggio DECONTRATTURANTE è il trattamento maggiormente indicato per la suddetta problematica.

Conclusioni

Per prevenire il fastidioso mal di schiena è consigliabile adottare uno stile di vita sano, praticare un’attività fisica moderata e costante, non compiere sforzi, né movimenti a rischio, curare la postura ed affidarsi regolarmente ad un buon massaggiatore.