Cos’è la Cervicale

Viene comunemente chiamata “cervicale” il primo tratto della colonna vertebrale, composta appunto dalle 7 vertebre cervicali. L’insieme dei dolori e tensioni muscolari che colpiscono questa parte di rachide, viene definita, in gergo medico, “cervicalgia”. La zona più colpita è quindi quella del collo ma il disturbo può irradiarsi anche verso la parte alta del dorso, la spalla e addirittura le braccia.

Il tratto del rachide cervicale si divide in 2 parti:

rachide cervicale superiore, che comprende la prima vertebra cervicale chiamata Atlante (oppure C1) e la seconda vertebra chiamata Epistrofeo (C2).

rachide cervicale inferiore, che comprende le restanti 5 vertebre (da C3 a C7).

I muscoli maggiormente colpiti dalla cervicalgia sono il trapezio, i romboidi, l’elevatore della scapola, lo SCOM (sternocleidomastoideo), lo splenio del collo e del capo e gli scaleni.

Scopriamo le 7 vertebre cervicali

L’atlante è la vertebra posta subito al di sotto del cranio.
Il nome di questa vertebra ricorda l’antico mito Greco che ricorda come la figura di Atlante fosse condannata per l’eternità a dover sopportare il peso del pianeta sulle proprie spalle; questa vertebra sotto certi aspetti ricorda un po’ quest’antica storia dell’antica Grecia: questo perché la struttura con la quale è formata questa prima vertebra cervicale è proprio quella che permette di sopportare il peso del cranio e nello stesso tempo sfruttare la sua conformazione semisferica per avere anche, attraverso l’azione muscolare, un movimento di flesso-estensione.

L’atlante è formata da un arco anteriore, un arco posteriore (più sottile rispetto alla parte anteriore) e da due processi trasversi.

L’epistrofeo è una vertebra dotata di peculiarità uniche, che attraverso la sua conformazione e i suoi rapporti articolari, garantisce stabilità, movimento e informazioni sensoriali al cervello. Infatti l’epistrofeo presenta un grande corpo vertebrale il quale presenta poi un grande rilievo osseo a forma cilindrica chiamato Dente (dente dell’epistrofeo) il quale si va a posizionare a livello dell’arco anteriore dell’Atlante.

Le restanti 5 vertebre cervicali sono composte da un corpo vertebrale a forma di cilindro; hanno una superficie concava superiormente e convessa inferiormente. Questi corpi hanno nella loro parte superiore una sorta di sollevamento che viene chiamato processo uncinato, il quale si relaziona con una parte che è depressa presente nella parte laterale inferiore del corpo vertebrale superiore.

Al di sopra del corpo vertebrale possiamo trovare il disco intervertebrale, cioè una sorta di cuscinetto posto tra una vertebra e l’altra che ha la funzione di sopportare gli urti e di distribuire le forze sulle varie vertebre, favorendo inoltre anche il movimento delle singole ossa.

Lateralmente al corpo vertebrale è possibile trovare due processi trasversi biforcuti che però hanno all’interno della loro struttura un foro (chiamato foro trasversale) all’interno del quale passa l’arteria vertebrale, cioè quell’arteria che porta sangue ossigenato dal cuore verso il cervello e verso l’orecchio interno.
Posteriormente invece è possibile trovare un processo osseo chiamato “processo spinosoche è facilmente palpabile facendo passare le dita sul collo durante i movimenti cervicali; una menzione particolare va fatta per l’ultima vertebra cervicale, cioè la settima (C7) che è dotata di un processo spinoso più sviluppato e più grande, caratteristica questa che le dà il nome di “vertebra prominente“.

Ma cosa causa la cervicalgia?

Fatto salvo alcuni casi patologici o traumatici (come discopatie, artrosi cervicale, scoliosi, cifosi, difetti occlusali delle arcate  dentarie e il classico colpo di frusta) che devono essere diagnosticate da un medico, la comune cervicale colpisce un alto numero di persone. Complici la vita sedentaria, la postura scorretta durante le ore di lavoro o di sonno, i colpi di freddo e lo stress, questi dolori più o meno intensi sono spesso una spada di Damocle per chi ne soffre, che ciclicamente si ritrova ad affrontare questi fastidi.

Per capire il motivo per cui la cervicalgia è così ricorrente, basta pensare alla fisiologia del collo, che rispetto ad altre parti del corpo ha possibilità di movimento molto estese e rappresenta uno dei complessi articolari più delicati del corpo. Nello spazio limitato del collo, infatti, si trovano a stretto contatto numerosi organi e strutture: fondamentali vasi sanguigni ed elementi del sistema nervoso, come l’arteria carotide comune, la vena giugulare, il nervo vago, numerosi muscoli, il primo tratto degli apparati respiratorio e digerente ed è sede della tiroide e delle paratiroidi.

Quali sono i sintomi della cervicalgia?

Tra i principali sintomi troviamo:

la rigidità del collo, con movimenti limitati o dolorosi. Si tratta della conseguenza più immediata ad uno stato di forte tensione muscolare, che nel tempo diventa vero e proprio irrigidimento delle vertebre: i movimenti del collo si riducono in ampiezza e diventano dolorosi “a fine corsa”.

risveglio con mal di testa, rigidità cervicale e scricchiolii. I problemi mattutini sono comuni nel vasto mondo del disturbo cervicale e non sono legati al cuscino, ma ad un particolare fenomeno che avviene quando le strutture sono troppo rigide.

spossatezza e pesantezza della testa. Quando i muscoli sono troppo rigidi si stancano precocemente. Questo fenomeno può avvenire a qualsiasi muscolo, ma se avviene a livello dei muscoli cervicali sono guai, perché il compito dei muscoli cervicali è quello di sostenere il peso della testa. E cosa succede se i muscoli si stancano di sostenere il peso della testa? Semplice, questa sembra pesare un quintale!

mancanza di lucidità, mal di testa non ben definito, nausea, sbandamenti, acufeni e addirittura disturbi della vista. Questo perché i muscoli cervicali sono strettamente collegati con i muscoli oculari e della testa.

L’elevatore della scapola

Una delle cause scatenanti del dolore cervicale è la contrattura del muscolo elevatore della scapola.

E’ un muscolo sottile che origina dai tubercoli posteriori dei processi trasversi delle prime quattro–cinque vertebre cervicali; il suo decorso è breve e si inserisce nel margine mediale della scapola, subito sopra l’emergenza della spina scapolare.

Come dice il nome, l’elevatore ha fra le sue funzioni principali quella di elevare la scapola. L’altra funzione principale è quella di ruotare la testa quando la scapola è stabilizzata. Infine, in coppia, gli Elevatori controllano la testa quando questa si piega in avanti.

Il dolore riferito causato dalla disfunzione dell’elevatore della scapola si manifesta principalmente nelle zone dell’angolo del collo e del bordo vertebrale della Scapola e in alcuni casi può anche estendersi al retro della spalla. Il problema è molto comune, perché spesso, oltre a crisi acute di torcicollo estremamente dolorose, si ha rigidità cronica dovuta a Punti Trigger latenti nell’elevatore. Tale rigidità si manifesta con difficoltà nel ruotare la testa verso il lato coinvolto in quanto il muscolo si oppone a ulteriore contrazione. Tuttavia nei casi acuti si avrà in misura minore anche difficoltà e dolore nel ruotare la testa verso il lato opposto a quello coinvolto, in quanto il muscolo si opporrà anche ad ulteriore allungamento. La persona allora sarà costretta a ruotare l’intero tronco per guardare di lato e assumerà quindi un atteggiamento “meccanico”, “robotico”, o “legnoso” facilmente individuabile dall’occhio esperto del bravo terapista.

Ma quali sono le cause scatenanti della contrattura al muscolo elevatore della scapola?

Innanzitutto, il lavorare col collo ruotato di lato come ad esempio scrivere al PC guardando un testo posto di fianco.

Altre cause sono il tenere la cornetta del telefono con la guancia, il portare una pesante borsa con la cinghia su una spalla (e questo disturba anche gli Scaleni), il dormire di lato senza cuscino, il camminare con un bastone troppo lungo.

Inoltre certi tipi di esercizi possono sovraccaricare il muscolo, in particolare quelli che comportano l’alzare le spalle sotto carico.

Incidenti di tipo automobilistico (“colpo di frusta”) danneggiano poi l’elevatore spesso bilateralmente in quanto entrambi i muscoli si irrigidiscono per proteggere il capo.

Infine, lo stare a lungo con la testa china in avanti come per leggere un libro poggiato su una superficie bassa o guardare spesso il cellulare, sono motivi di stress e disfunzione per entrambi gli elevatori.

Il muscolo è anche sovraccaricato a causa di abitudini e stress psicologici che si manifestano col classico atteggiamento espressivo e protettivo del tenere le spalle alzate. In questo caso è importante correggersi con pazienza nel tempo lavorando su se stessi per creare l’abitudine opposta di mantenere sempre le spalle basse, rilassate, e ferme (evitare di “gesticolare” con le spalle – il mondo lo porti pure qualche altro ”Atlante” sulle spalle).

Quando poi il muscolo nasconda Punti Trigger latenti, un colpo di freddo o aria condizionata sono classici fattori scatenanti per il torcicollo.

Prevenzione e trattamento del dolore cervicale

L’età può essere un fattore di rischio importante per il dolore cervicale, come testimonia, ad esempio, il fatto che essa colpisce prevalentemente le persone sopra i 40 anni. Se l’età (oppure la predisposizione familiare, come nel caso delle malformazioni alla schiena) sono fattori su cui abbiamo scarso controllo, sullo stile di vita possiamo invece intervenire in maniera più diretta, e proteggerci il più possibile dalle complicanze causate da questo disturbo.
Prestare attenzione alla propria forma fisica, attraverso un costante allenamento e a un’alimentazione sana, aiuta a mantenere forti e tonici i muscoli del nostro corpo, compresi quelli del tratto cervicale: un muscolo poco allenato è più soggetto a strappi e contratture, e il collo non fa eccezione; inoltre, bisogna ricordare che l’obesità causa numerosi problemi alla schiena che non si limitano solo alla cervicalgia. Inoltre, per chi fa sport, spesso uno strappo muscolare è dovuto all’esecuzione scorretta di un particolare allenamento. Per questo è sempre opportuno fare stretching, prima e dopo ogni esercizio; per garantire la giusta elasticità del muscolo e prevenire questo tipo di problemi.

Tensioni e dolori muscolari possono essere dovuti, come abbiamo visto, anche a problemi di postura: durante il giorno, mentre si lavora, bisognerebbe evitare di mantenere a lungo la stessa posizione. Il consiglio vale in particolar modo per chi fa lavori d’ufficio, oppure è costretto a guidare per lunghi tratti di strada. Quando si è seduti, bisogna fornire il giusto sostegno alla schiena e alle spalle, non mantenere la testa troppo inclinata in avanti e comunque, ogni due ore, alzarsi per sgranchire le gambe: per chi passa molto tempo davanti al computer, ciò contribuisce anche a riposare gli occhi e a prevenire l’insorgenza di cefalee. Per un automobilista, invece, è utile a mantenere la giusta lucidità alla guida e prevenire colpi di sonno e incidenti (i quali sono fra le prime cause di colpo di frusta). Durante il sonno, per ridurre il carico sulla schiena ed evitare tensioni al collo, è preferibile dormire su un fianco o in posizione supina. La posizione prona stressa la colonna vertebrale in modo innaturale e sarebbe consigliabile, se la si preferisce per riposare, mettere un cuscino sotto la pancia, proprio per ridurre questo stress a carico della schiena.

Tra i migliori e più efficaci trattamenti naturali della cervicalgia troviamo il massaggio cervicale, mirato a distendere i muscoli coinvolti a seconda della differente sintomatologia e discipline come lo yoga, il pilates o la ginnastica posturale.

Conclusioni

Per prevenire la fastidiosissima cervicalgia è consigliabile adottare uno stile di vita sano, diminuire il più possibile lo stress, praticare un’attività fisica mirata, non compiere sforzi, né movimenti a rischio, curare la postura ed affidarsi regolarmente ad un buon massaggiatore.