Da cosa deriva la parola “massaggio”?

Lo sapevi che la parola “massaggio” deriva dal greco “massein” (impastare, maneggiare) e che i benefici fisici e psicologici di questa pratica si conoscono fin dall’antichità?

Ognuno di noi compie istintivamente un piccolo massaggio dopo una caduta, un urto, per lenire i dolori di una nevralgia o di un’indigestione. Anche solo appoggiando le mani sulla parte dolorante, si può percepire meglio il dolore.
Se poi si accompagna con movimenti lievi o pressioni più o meno intense, la situazione può migliorare notevolmente. Da questo gesto intuitivo nasce il massaggio, la forma terapeutica conosciuta in tutte le culture che utilizza i polpastrelli per creare manovre più o meno complesse. Alcuni ritrovamenti archeologici e testimonianze odierne di popolazioni selvagge sopravvissute alla modernità, testimoniano questo perdurare del trattamento terapeutico nei secoli dalla sua comparsa, nei primi documenti medici.
Nei secoli tali manovre naturali sono diventate sempre più sofisticate, tecniche con canoni ben definiti che spesso vedevano il massaggio all’interno di un rituale religioso, soprattutto in Oriente in paesi come Nepal e Thailandia.

Ma come nasce l’arte del massaggio?

La storia dell’arte del massaggio risale a migliaia di anni fa nelle culture antiche che credevano nei suoi benefici medici. Le prime notizie scritte si trovano in Cina ed Egitto.

Il ricorso al massaggio, per eliminare la fatica, alleviare il dolore, rilassare e consentire una più facile applicazione di oli e unguenti sulla pelle, si perde infatti nella notte dei tempi. Probabilmente, rappresenta la più antica forma di trattamento medico.

2700 a.C.: il primo testo cinese noto si chiama “Il libro classico di medicina interna dell’imperatore giallo”, dove si leggono indicazioni relative al massaggio come cura contro raffreddori e malesseri “strofinando il palmo della mano al mattino presto”. Questo libro è stato pubblicato per la prima volta in inglese nel 1949, ma è diventato un punto fermo nell’allenamento per la terapia del massaggio ed è spesso usato come libro di testo per insegnare molte altre forme di medicina alternativa come l’agopuntura, la digitopressione e l’erborologia. La cura e riabilitazione delle malattie, è infatti il principale aspetto del massaggio accolto dalla cultura cinese.

2500 a.C.: dipinti tombali egiziani mostrano che il massaggio faceva parte della loro tradizione medica. Gli egiziani ottengono il merito per la riflessologia pionieristica. I loro studi e tradizioni hanno influenzato notevolmente altre culture come i Greci e i Romani.

Gli Egiziani all’epoca di Cleopatra amavano farsi massaggiare dai propri schiavi immersi in vasche di acqua profumata; il massaggio veniva considerato un’arte sacra al pari dei vari rituali religiosi e divinatori.

1500 e 500 a.C.: le prime tradizioni note di terapia di massaggio scritte provengono dall’India, ma la pratica potrebbe aver avuto origine intorno al 3000 a.C. o prima. Gli indù usarono l’arte della guarigione del tocco nella pratica della medicina ayurvedica. Ayurveda, una parola sanscrita, si traduce in “salute della vita” o “scienze della vita”. È considerata la base della medicina olistica, che combina meditazione, rilassamento e aromaterapia.

Da millenni le madri indiane massaggiano i loro bambini con essenze oleose, in funzione anche della prevenzione dalle malattie, tenendo alto il livello energetico dei piccoli.
La storia del massaggio in India coincide con una storia spirituale, e la manipolazione assume il valore di una ricerca dello spirito tra pratiche massoterapiche, bagni termali, esercizi Yoga e tecniche di respirazione Pranayama.

Omero (poeta greco dell’VIII sec. a.C.) nell’Odissea, parla del massaggio come di un trattamento per il recupero della salute dei guerrieri. Ippocrate, famoso medico ellenico vissuto nel primo secolo a.C. lo definiva con il nome di “anatripsis”, consigliandolo come terapia fisica. Ed è proprio con i greci che si sviluppano due diverse tecniche di massaggio: la prima riguarda il massaggio sportivo legato ai giochi, la seconda, invece, è curativa e connessa alla medicina.

Il massaggio è essenziale anche per i romani, basti pensare alle cure effettuate agli ospiti delle terme, dove quest’arte viene utilizzata anche per il rilassamento e le cure di bellezza. Galeno, ad esempio, medico dell’imperatore Marco Aurelio, dedicò a questa tecnica una nutrita serie di testi.

Durante il Medioevo il massaggio in occidente viene abbandonato: ogni forma di palpazione del corpo viene, infatti, considerata come peccaminosa. Ma non bisogna pensare a quest’epoca come a una specie di buco nero in cui tutto, per secoli, sembra essere sospeso. La visione religiosa del mondo, durante i primi secoli del Medioevo fino circa al XIV, creò una mentalità tesa a relegare la realtà materiale a una condizione di subordinazione allo spirito. Il corpo umano vive una lunga stagione di rinunce e divieti imposti dalla Chiesa per contrastarne i bisogni naturali, percepiti come contrari alla salvezza dell’anima.

Il massaggio, però, sebbene il contesto storico non lasci troppo spazio ai piaceri e alle necessità del corpo, non scompare del tutto.

Abbiamo testimonianza della pratica di massaggi con pomate, come quella olio di rose, grasso animale e foglie di ruta. L’unguento corposo che ne risultava, veniva utilizzato per massaggiare i reni in caso di insufficienza renale: il massaggio avrebbe stimolato il surrene a produrre gli ormoni necessari a regolarizzare la pressione.

Durante il medioevo si formarono le “Medichesse” ed è anche a loro che si deve l’attenzione al massaggio come pratica terapeutica e la concezione della salute come equilibrio tra anima e corpo. Già nell’anno 1000, nella Scuola Medica Salernitana figuravano nomi femminili: come Abella, Mercuriade, Trotula de Ruggiero, detta la “Sapiente Signora”, autrice di numerosi testi tra cui il Trotula minor, trattato sulla cura delle malattie della pelle, nel quale si occupò dell’igiene del corpo e diede consigli su come migliorare lo stato fisico con massaggi e bagni.

La diffusione della pratica del massaggio aumentò nel 1600, quando William Harvey scoprì la circolazione sanguigna e il massaggio venne accettato come misura terapeutica dal mondo scientifico; anche se per arrivare alla sua “fortuna” in Occidente sarà necessario aspettare almeno l’Ottocento.
La sua rinascita si deve all’opera di divulgazione degli studiosi dell’epoca come Henry Head, Robin Mackenzie e Ivan Petrovich Pavlov, i quali si occuparono per primi della riflessologia seguendo le basi del pensiero orientale.
L’incontro con altre culture, sviluppato dalle politiche coloniali dell’epoca, portò alla diffusione dei massaggi di tradizione cinese e indiana anche nei nostri territori occidentali.
In particolare in Svezia, si svilupparono le più importanti scuole di massaggio, che diedero il via ad una nuova teoria con tecniche derivanti da manipolazioni antiche egiziane, greche, romane e orientali cinesi. La storia del massaggio allineò così le tante pratiche in un metodo unico, definito massaggio svedese, fondato da Per Henrik Ling.
In epoca Vittoriana, il massaggio recuperò sempre più fiducia presso la comunità scientifica, diramandosi negli ultimi decenni in molteplici e innovative tecniche per il mantenimento del benessere, oltre che per le cure medico-terapeutiche.

Sebbene il “Sistema di movimento svedese” sia stato sviluppato da Ling, è stato l’olandese Johan Georg Mezger a metà del 1900 a definire le manovre del base del massaggio svedese, oggi considerato una delle tecniche più diffuse in occidente.

Dove sta andando l’industria

Considerando la lunga storia del massaggio, la sua incorporazione nella medicina occidentale è solo agli inizi. Il potenziale di crescita e ricerca delle proprietà curative del massaggio e del lavoro sul corpo ha acquisito grande slancio negli ultimi cinquant’anni e attualmente la domanda pubblica di terapia di massaggio è ai massimi livelli.

Come pratica preventiva, il massaggio viene utilizzato in spa, palestre e luoghi di lavoro in tutto il mondo. L’uso dell’arte del massaggio per promuovere l’equilibrio e mantenere la salute interna ed esterna è ormai diventato uno standard dello stile di vita moderno. Attraverso il massaggio si può infatti rilassare corpo e mente, trattare il dolore, aumentare la circolazione ed accelerare la guarigione dei muscoli feriti.

Infatti oggi la moderna ricerca scientifica ha definitivamente riconosciuto il massaggio come terapia efficace nel campo della medicina riabilitativa (massofisioterapia), sportiva, vascolare, reumatologica ed estetica (anche se la sua azione è così globale da non avere praticamente limiti di applicazione).

Le diverse tipologie di massaggio

Massaggio riabilitativo e terapeutico

Il massaggio riabilitativo è uno strumento utilizzato per risolvere diverse problematiche che si possono incontrare nell’atto riabilitativo ed è mirato ad una riabilitazione posturale e respiratoria. Viene indirizzato ai tessuti molli (tessuto muscolare, fasce, legamenti, tendini etc) con finalità di tipo meccanico/fisico, neurologico, vascolare o linfatico. Dati suoi effetti positivi anche di tipo psichico ed emotivo, coadiuva spesso il percorso riabilitativo con benefici effetti sul recupero.

Massaggio estetico

Il massaggio estetico ha come obiettivo quello di eliminare gli inestetismi cutanei e sottocutanei e di rallentare l’invecchiamento della pelle. L’azione di questo tipo di massaggio riguarda quindi per lo più il derma e l’ipoderma e viene normalmente combinato all’utilizzo di oli specifici. Dà un benefico risultato su soggetti stanchi con la cute lassa, che, col trattamento, viene distesa e tonificata.

Massaggio olistico

Il massaggio olistico è una tecnica di manipolazione del corpo che mira a riportare il benessere negli individui nella loro globalità, andando ad agire a livello fisico e mentale e ripristinando l’equilibrio nei meridiani energetici, ovvero quei canali di cui – secondo diverse medicine orientali (come, ad esempio, l’Ayurveda) – l’organismo è dotato e all’interno dei quali scorre l’energia vitale.

Al contrario di altre forme di massaggio, pertanto, quello olistico non mira a ripristinare il benessere, a livello fisico, di una sola parte del corpo (ad esempio, schiena, spalle, collo, ecc.), ma agisce sulla persona nel suo complesso, quindi anche sulle componenti psicologiche, emozionali e spirituali, oltre che fisiche.

La medicina olistica, considerata, a tutti gli effetti una medicina alternativa, si basa su una visione dell’individuo come un sistema complesso costituito da corpo, mente e spirito, inserito all’interno di un determinato ambiente. L’obiettivo che questa forma di medicina si prefigge, non è quello di curare un singolo organo o tessuto, ma è quello di riportare equilibrio e benessere psicofisico all’individuo nella sua totalità e di ristabilire l’armonia con l’ambiente circostante. Per fare ciò, la medicina olistica si serve dell’uso di rimedi, tecniche di respirazione, pratiche di meditazione e trattamenti di diverso tipo, fra cui rientra, appunto, il massaggio olistico.

Dove posso rivolgermi per un massaggio?

Al giorno d’oggi il massaggio è diventato quasi una necessità, un momento di meritato relax per staccarsi dalla frenesia del quotidiano. Molte persone passano la maggior parte della loro vita senza rendersi conto che cosa significa amare e prendersi cura di se stessi. Spesso si è così sopraffatti con responsabilità nella vita, si corre per lavoro, per la famiglia, in quel loop dettato dalla quotidianità frenetica tanto che, ci si dimentica di prendersi cura di se stessi. Ci si dimentica che esistiamo come esseri umani e come persone prima di tutto. La cura di se stessi è un aspetto molto importante anche nella gestione dello stress.

Per fortuna i luoghi dove poter ricevere un massaggio sono innumerevoli: studi privati, centri benessere o sportivi, SPA di hotel, palestre, farmacie. Si possono richiedere anche massaggi a domicilio e sul luogo di lavoro (office massage).

Alla luce di quanto detto sinora, il massaggiatore, figura modernissima, sta assumendo un ruolo sempre più preponderante nella società poiché contribuisce, in maniera determinante, a favorire il benessere psico-fisico delle persone.

E’ fondamentale però affidarsi a mani esperte. Il vero massaggiatore è infatti un professionista che ha scelto di investire sul proprio talento andando ad incrementare le proprie capacità pratiche alla qualità dei servizi che è in grado di offrire ai suoi clienti. E per questo deve avere alle spalle una valida preparazione professionale, che solo le migliori scuole di massaggio posso dare.

Scuola Nazionale, con i suoi corsi di massaggio professionale, offre la possibilità di imparare le tecniche complete più richieste dal mercato, grazie soprattutto all’innovativo metodo didattico pratico al 100%, insegnato da docenti preparati e dalla comprovata esperienza pluriennale.

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